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Gatti Rari "Ashera" il Gatto frutto dell'ingegneria genetica.
![]() Descrizione A realizzare Ashera è stato un gruppo di genetisti californiani della “Lifestyle Pets” azienda intestata all'imprenditore britannico Simon Brodie Il micio se cosi si può definire è uno degli animali domestici più rari e costosi al mondo. Pesa circa 15 kg da adulto e una lunghezza di circa 120 cm e vive fino a 25 anni, il suo nome è “Ashera” il suo mantello maculato come quello di un leopardo assomiglia di più ad un giaguaro che a un un gatto. Il Micione è il risultato dell’unione tra il servalo africano e il leopardo asiatico. Il micio lo si può anche acquistare online il suo prezzo però è da capogiro tra i 15.300 e i 19.500 euro a seconda del tipo, a richiesta per chi è allergico ai peli di gatto se ne può avere anche uno ipoallergenico. La lista di attesa dall’ordine del super gattone e di circa 9 mesi. Il gatto Ashera nonostante sia stato incrociato con i felini selvatici e disponga di denti molto aguzzi e dalla corporatura di dimensioni abnormi per essere un gatto domestico ha un carattere socievole adatto alla vita d’appartamento. Purtroppo in Italia al momento non è possibile averlo, trattandosi di un incrocio tra felini pericolosi per il decreto del 19 aprile 1996 del ministero dell'Ambiente al momento ne è vietato il possesso ai privati. Gatto Alato
Fonte "web" Il gatto alato è un fenomeno rarissimo in natura per cui a taluni felini crescono delle escrescenze sulla schiena simili a delle ali d' angelo. La spiegazione del fenomeno è tutt' altro che mistica. Sebbene vedendo un gatto alato correre si ha l' impressione che esse sbattano come per spiccare il volo, le ali non contengono alcun muscolo, privando (ovviamente) l' animale della facoltà di volare. Il motivo principale è l' elasticità della pelle, dovuta all' Astenia Cutanea Felina, sindrome che comporta una deformabilità sovrannaturale dell' epidermide per cui rigonfiamenti eccessivi si dispongono nel dorso del gatto conferendogli il paio di ali. Ne esiste una versione che colpisce anche cani, cavalli, bovini, pecore e umani (per i quali essa assume il nome di Sindrome di Ehlers-Danlos, EDS). Gli avvistamenti documentati di gatti alati sono 29, di cui l' ultimo pochi mesi fa in Cina. Questo però ha la peculiarità di contenere ossa all' interno delle sue ali. L' ipotesi più plausibile al riguardo è quella di una deformità congenita (praticamente due arti addizionali cresciuti sul dorso), la quale però non preclude all' animale una vita normale. Racconta la padrona che il micio abbia sviluppato e accresciuto le sue ali improvvisamente, nel solo giro di un mese. Il punto debole di questa caratteristica è la fragilità della pelle del gatto: il rischio di lacerazione e infezione purtroppo è piuttosto alto. La scoperta All'inizio del maggio 1959 un ragazzo 15enne, Douglas Shelton, catturò, mentre andava a caccia in collina, presso la cittadina di Pinesville di 700 abitanti, nel West Virginia, in USA, un gatto che chiamò Thomas, il quale aveva un paio di ali che quando si arrabbiava le agitava come un uccello.Comunque tale attributi non gli permetteva di volare. Un cronista del "Post Herald" di Beckley, West Virginia, Fern Miniacs, riferì che si trattava di una gatta, lunga 75 cm, con una coda simile a quello di uno scoiattolo, e due ali perfettamente formate. Le ali erano prive di ossa, comunque dovevano contenere per forza di cose una struttura cartilaginosa. Ogni ala era lunga 27 cm. Sembrava una gatta persiana, ed aveva un pelame lungo; aveva delle zampe un po’ grosse, ed in generale la gatta appariva più grande di un gatto normale. Le ali erano pelose e morbide, ma in prossimità del corpo risultavano ruvide. Un visitatore rimasto anonimo e che dichiarò di essere un veterinario, il quale arrivò da Baltimora, Maryland, per studiare Thomas, dichiarò che, secondo lui, le ali dovevano essere o il risultato di un'anomalia della natura o un tentativo di far spuntare le zampe o che doveva essere una forma di evoluzione della specie. La notizia di tale evento giunse fino a New York, dove Dave Garroway, presentatore del programma TV "Today" dell'NBC, invitò Thomas e il suo padrone che si presentarono davanti alle telecamere l' 8 giugno 1959. Comunque questa non fu l'unica segnalazione di gatti alati. Gatto di Iriomote
![]() Nome Quando venne scoperto nel 1965, fu considerato l'ultimo sopravvissuto di un lignaggio estinto di felini e classificato nel genere separato Mayailurus con il nome di Mayailurus iriomotensis. In seguito è stato ritenuto una sottospecie del gatto leopardo, prima di essere definitivamente elevato al rango di specie nello stesso genere di quest'ultimo, Prionailurus. Questa classificazione viene tuttavia ancora discussa: la maggior parte degli autori, comunque, classifica il gatto di Iriomote come una specie separata, dato che si differenzia abbastanza dal gatto leopardo continentale. Dagli abitanti di Iriomote è noto come Yamamayaa gatto di montagna, Yamapikaryaa occhi scintillanti di montagna o Pingiimayaa gatto fuggito. Descrizione Il gatto di Iriomote presenta scure macchie grigiastre o color cenere disposte in fitte file longitudinali che ne marcano il corpo. Queste macchie tendono a fondersi in bande. Cinque o sette strisce scure corrono lungo il collo, e due linee bianche si dirigono dall'angolo di ogni occhio fino alle guance. Folta e cespugliosa, la coda è relativamente breve; maculata nei pressi della base, si fa annellata verso l'estremità. Il retro delle orecchie rotondeggianti è di color scuro con macchie centrali bianche. Il premolare superiore anteriore è assente. Approssimativamente delle stesse dimensioni di un gatto domestico, il gatto di Iriomote ha il caratteristico corpo allungato, le zampe corte e la costituzione snella tipiche dei predatori che vanno a caccia nel fitto sottobosco. Le dimensioni medie del corpo di una femmina sono di 48 cm coda esclusa, mentre i maschi, lunghi 53-56 cm coda esclusa, sono leggermente più grandi. Per il resto i sessi sono molto simili tra loro e la loro lunghezza va da un minimo di 38 a un massimo di 65 cm. L'altezza alla spalla è di 25 cm, la coda misura 16-45 cm e il peso si aggira sui 3-7 kg. Comportamento Il gatto di Iriomote è solitario, ma i territori dei vari individui si sovrappongono. I territori dei maschi variano tra i 2,1 e i 4,7 kmq, mentre quelli delle femmine si estendono dagli 0,95 agli 1,55. Cacciando giorno e notte sia sugli alberi che sul terreno, il gatto di Iriomote è un predatore generico opportunista. Si dice che sia più notturno d'estate che d'inverno. Durante il giorno si nasconde tra le cavità delle rocce o degli alberi, prima di intraprendere la caccia al crepuscolo. In cattività, si dimostra un nuotatore entusiasta, giocando spesso nell'acqua. Si sa che in natura è in grado di attraversare fiumi e che probabilmente catturi anche pesci e granchi in acqua. Per cacciare tende solitamente ad avvicinarsi piano piano alla preda, prima di assalirla ed ucciderla. Riproduzione Gli animali in cattività iniziano a perdere peso in inverno e a trascorrere gran parte del giorno a marcare il territorio con l'urina. Si ritiene che facciano questo in previsione dell'accoppiamento. D'inverno vengono avvistati più frequentemente in coppia e si odono più spesso i loro richiami. I maschi lottano spesso tra loro. Miagolano e ringhiano come gatti domestici. L'accoppiamento si ritiene avvenga tra febbraio e marzo e a settembre/ottobre. Dopo una gestazione di circa 60 giorni, in una tana tra le cavità delle rocce o in un albero caduto vedono la luce da due a quattro gattini. Essi si sviluppano molto più rapidamente di quelli dei gatti domestici, tanto che sono in grado di badare a sé stessi già all'età di tre mesi. Alimentazione Da uno studio è risultato che il 50% della biomassa delle prede del gatto di Iriomote è costituito da mammiferi, il 25% da uccelli e il 20% da rettili. D'estate, la predilezione per i mammiferi sembra scemare, dato che viene catturato un maggior numero di uccelli e rettili. Numericamente, anche gli insetti, costituendo fino a un terzo del numero di prede totali, sono importanti, e negli escrementi dei gatti sono state identificate almeno 39 specie di Coleotteri. È risaputo che il gatto di Iriomote catturi inoltre pipistrelli frugivori, ratti neri, maiali selvatici, nitticore, quaglie, ralli, piccioni, colombe, rane, assioli, martin pescatori, pettirossi, tordi, corvi, tartarughe scatola e scinchi. Dalle feci sono state identificate più di 95 specie animali predate. Habitat L'isola di Iriomote, di 292 km quadrati, è situata all'estremità meridionale dell'arcipelago giapponese delle Ryukyu, 200 km ad est di Taiwan (24° 15´-25´ di latitudine nord e 123° 40´-55´ di longitudine est). L'isola è montuosa ed è ricoperta da foreste pluviali subtropicali di latifoglie sempreverdi, mentre lungo gli estuari si trovano fitti mangrovieti. La cima più elevata raggiunge solamente 470 m di altitudine. Questo gatto endemico è diffuso, nei pressi dell'acqua, in tutta l'isola, anche in spiagge e terreni coltivati. Evita solamente le aree maggiormente popolate. Sfortunatamente, mostra una certa preferenza per un'area di foresta costiera situata al di fuori dell'area protetta, dove è stata costruita l'unica strada presente sull'isola. Conservazione Di questa specie sopravvivono a malapena circa 100 esemplari, a causa della distruzione dell'habitat, della persecuzione e della caccia sconsiderata. Nonostante nel 1977 il gatto di Iriomote sia stato dichiarato Tesoro Nazionale Giapponese, la pressione umana continua a costituire una seria minaccia. Un terzo dell'isola è stato dichiarato riserva: pertanto, in quella zona, è severamente proibito catturare i gatti per qualsiasi ragione. Ciononostante, il loro numero continua a diminuire. Izawa (1990) ha riportato che la densità dei gatti all'interno del Parco Nazionale è relativamente bassa perché questi felini preferiscono i margini delle foreste, le aree costiere e le pianure, la maggior parte delle quali situate al di fuori delle aree protette. In cattività non è presente alcuna popolazione riproduttiva. L'Unione Internazionale per la Conservazione della Natura e delle Risorse Naturali (IUCN) ha classificato il gatto di Iriomote come Specie Minacciata, molto vicina all'estinzione. Dal momento che questa specie non ha abbastanza valore commerciale, la Convenzione sul Commercio Internazionale di Specie Minacciate (CITES) ha espresso solamente che il commercio internazionale debba essere strettamente regolato, e ha posto questo animale in Appendice II. I gatti domestici rinselvatichiti competono con quelli di Iriomote per il cibo, ma al momento sembra che non vi siano problemi di incrocio tra le due specie. L'ibridizzazione diluirebbe il pool genico del gatto di Iriomote e costituirebbe una disastrosa minaccia a lungo termine nei confronti dell'integrità della specie. Sono state comunque espresse proposte per sradicare dall'isola tutti i gatti rinselvatichiti. L'Agenzia Ambientale Giapponese ha allestito programmi di nutrizione per i gatti nativi. A partire dal 1979, dei polli domestici sono stati forniti in ben 20 siti di foraggiamento. Tuttavia, ciò ha causato vari problemi, dal momento che i gatti ora considerano il pollame allevato una fonte di cibo naturale. Nel 1983, il gatto di Iriomote ha iniziato ad assalire polli domestici nei pressi delle abitazioni dei villaggi. Questo conflitto non è stato ovviamente ben accettato. Sull'isola la carne dei gatti viene ritenuta una prelibatezza ed inoltre un certo numero di questi animali rimane ucciso lungo le strade. Nonostante questi problemi, molti degli abitanti di Iriomote sono orgogliosi del «loro» gatto. Cultura Popolare Sakaki della serie di anime e manga Azumanga daiō incontra una gattina di Iriomote selvatica durante una gita scolastica ad Okinawa, ed un giorno, mentre sta visitando Iriomote, se la fa amica. Più tardi nella serie, quando torna a casa, la gatta di Iriomote segue i suoi passi e ne diventa l'animale domestico con il nome di «Mayaa», abbreviazione del nome «Yamamayaa» utilizzato dai nativi di Iriomote. Gatto Selvatico ![]() Descrizione L'area della specie nel suo insieme è assai vasto, anche se attualmente frammentato nelle zone più antropizzate: lo si trova dall'Europa occidentale alla Mongolia, a sud fino all'India settentrionale ed in gran parte del continente africano (fatta eccezione per gran parte del Sahara e della fascia equatoriale). In Italia la sottospecie nominale è presente in tutta l'area interna dell'Italia centro-meridionale (anche in Sicilia), con segnalazioni al confine fra Liguria, Piemonte e Francia ed in Friuli-Venezia Giulia, mentre in Sardegna vive il gatto selvatico sardo (Felis lybica sarda, secondo la nuova classificazione relegato a popolazione locale di F. silvestris lybica. Il gatto selvatico europeo è un abitatore delle foreste di latifoglie ad altezze medio-basse, mentre evita le zone montane con copertura nevosa: le popolazioni africane, invece, prediligono habitat più caldi ed asciutti, come la savana. Il gatto selvatico inteso come tale (escludendo perciò i gatti domestici) può raggiungere dimensioni e peso differenti a seconda della sottospecie: Gruppo Lunghezza testa-tronco Lunghezza coda Peso lybica 45 - 70 cm 27 - 37 cm 3 - 5 kg silvestris 50 - 80 cm 28 - 35 cm 4 - 8 kg ornata 50 - 70 cm 25 - 35 cm 3 - 6 kg Aspetto I gatti selvatici sono assai simili ai comuni gatti domestici, i quali si sono molto probabilmente originati dalla sottospecie lybica circa 10.000 anni fa. Il colore va dal grigio-brunastro al bruno-sabbia, con colori più chiari man mano che si procede verso sud: lungo la colonna vertebrale corre una banda scura che verso il centro tende al nerastro. Nerastre sono anche delle striature che percorrono verticalmente la fronte, i lati della bocca e la coda ed orizzontalmente il petto, i lati degli occhi e le zampe, mentre lungo i fianchi sono presenti variegature brune che tendono ad scurirsi sul quarto posteriore. Le sottospecie orientali ed africane presentano la punta delle orecchie nera e fisionomia slanciata, mentre quelle più settentrionali hanno corporatura massiccia. Abitudini Il gatto selvatico ha abitudini notturne: durante il giorno sonnecchia nel folto della vegetazione od in rifugi veri e propri. Si tratta di animali territoriali, che delimitano un proprio territorio piuttosto vasto (in media 10 km²) marcandolo con segnali odorosi e visivi (ad esempio segnando i tronchi con le proprie unghie) e pattugliandolo costantemente per scoprire eventuali intrusi. Le aree periferiche del territorio possono sovrapporsi a quelle di altri esemplari, senza che ciò comporti scontri violenti. Alimentazione Caccia prevalentemente piccoli roditori, uccelli e rettili, ma quando il cibo scarseggia non disdegna di mangiare anche insetti. Ottimo pescatore, generalmente riesce a catturare piccoli pesci artigliandoli, dopo un paziente lavoro di attese e appostamenti. Riproduzione Solitario e territoriale, il gatto selvatico non forma coppie stabili: si accoppia in primavera, la gestazione dura 9-10 settimane e la femmina dà alla luce tra i 2 e i 4 piccoli (le gravidanze singole sono rarissime); la madre resta con i piccoli solo fino al raggiungimento dell'autosufficienza, generalmente all'età di 3-4 mesi. La loro speranza di vita in natura si aggira attorno ai 15 anni. Fonte Wikipedia Torna su |
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